domenica 19 febbraio 2017

Scegliere il riso giusto

Quando andiamo a realizzare una ricetta che prevede l'uso del riso non sempre è indicata la qualità più adatta da acquistare ed utilizzare, ma nulla vieta anche di scegliere un riso che piaccia particolarmente anche se poi non sarebbe il più adatto.
Ecco un piccolo elenco del riso che troviamo più facilmente in commercio e gli usi più indicati.

RISO COMUNE










Caratteristiche: ha chicchi piccoli, di forma arrotondata. Cuoce in tempi brevi e si scioglie parzialmente, liberando l'amido nel liquido di cottura.

Tempi di cottura: 12-13 minuti

Varietà: Balilla, Americano

Come usarlo: E' adatto per le minestre, cotto in brodo di carne o vegetale o nel latte.
L'amido che si libera durante la cottura rende le minestre dense e molto vellutate.



RISO SEMIFINO












Caratteristiche: I chicchi sono di forma semiarrotondata e di dimensioni medie. Ha dei tempi di cottura leggermente più lunghi di quelli del riso comune e si scioglie di meno.

Tempi di cottura: 14-15 minuti.

Varietà: Vialone nano, Padano, Maratelli

Come usarlo: Si lessa in acqua bollente salata per preparare il riso in bianco o per completare delle minestre.
E' la qualità più adatta per le basi di dolci di riso cotto in acqua o latte.



RISO FINO












Caratteristiche: Ha chicchi di dimensioni medie, leggermente affusolati. Tiene abbastanza bene la cottura sciogliendosi solo leggermente.

Tempi di cottura: 16 minuti.

Varietà: Ribe, Rizzotto, Vialone

Come usarlo: Lessato in acqua e ben scolato, serve per preparare timballi, crocchetta e arancini. Cotto nel latte, viene usato come basi per dolci.



RISO SUPERFINO










Caratteristiche: E' caratterizzato da chicchi grandi e affusolati; il centro dei chicchi resta molto al dente anche quando l'involucro esterno si scioglie leggermente.

Tempi di cottura: 18 minuti.

Varietà: Arborio, Carnaroli

Come usarlo: E' il tipo più adatto per i risotti: lo strato esterno rilascia in cottura una piccola quantità di amido, che rende i risotti cremosi, ma i chicchi non si incollano tra loro.


PARBOILED













Caratteristiche: E' stato sottoposto all'azione di vapori caldi che spingono le sostanze nutritive nel centro dei chicchi. I chicchi sono di colore ambrato.

Tempi di cottura: 18-20 minuti.

Varietà: Si ottiene da tutti i tipi di riso ma soprattutto dal fino e superfino.

Come usarlo: Lessato in acqua, per insalate di riso; rosolato in olio o burro e cotto in brodo, senza mescolarlo per preparare il riso pilaf. Non è indicato per i risotti perchè rimane troppo asciutto.


INTEGRALE











Caratteristiche: I chicchi conservano sia il rivestimento esterno sia il germoglio interno. Sono di colore bruno scuro.

Tempi di cottura: 30-35 minuti.

Varietà: Può essere di qualsiasi varietà.

Come usarlo: A seconda delle categorie, il riso integrale si può usare per ogni tipo di preparazione purchè sia cotto a lungo (i tempi di cottura sono circa il doppio di quelli del riso raffinato).



BASMATI
















Caratteristiche: E' caratterizzato da chicchi molto lunghi, stretti e appuntiti.

Tempi di cottura: 15 minuti.

Varietà: E' una varietà asiatica, che si trova in commercio anche in Italia.

Come usarlo: Si può cuocere al vapore o lessato in poca acqua (che, a fine cottura deve essere completamente assorbita). E' adatto per preparare il riso pilaf  (vedere riso parboiled).



PATNA










Caratteristiche: Ha chicchi lunghi e stretti, leggermente più piccoli di quelli del Basmati. Ha un colore ambrato perchè è trattato con il metodo parboiled.

Tempi di cottura: 18 minuti.

Varietà: Anche il Patna è una varietà asiatica come il Basmati.

Come usarlo: Si usa per tutte le preparazioni indicate per il Basmati, ma è indicato soprattutto per preparare il riso pilaf.



SELVAGGIO












Caratteristiche: Ha chicchi lunghi , sottili di colore nero

Tempi di cottura: 35-40 minuti.

Varietà: Si ottiene da una pianta affine a quella del riso, coltivata nel Canada.

Come usarlo: Si usa lessato in acqua, come contorno a carni o pesce. E' spesso mescolato con riso parboiled o basmati per evidenziarne il contrasto di colore.



VENERE










Caratteristiche: Ha chicchi di grandezza media e di forma affusolata. Lo strato esterno è sempre presente (si tratta di un riso integrale) ed è di colore nero. Al momento della cottura sprigiona un aroma intenso leggermente vanigliato che ricorda un pò il pane appena sfornato.

Tempi di cottura: 40-45 minuti.

Varietà: E' il risultato di una serie di incroci fra risi diversi.

Come usarlo: Lessato in acqua bollente salata, si usa per insalate di riso o come contorno a carni o pesci. Si può usare anche per preparare il riso pilaf, o servirlo con gamberetti per un'insalata fredda.



ROSSO









Caratteristiche: Ha chicchi affusolati, lunghi di color rosso scuro.

Tempi di cottura: 35-40 minuti.

Varietà: Integrale biologico, Camargue, Thay integrale, Java integrale.

Come usarlo: Sciacquato bene prima della cottura e lessato si accompagna a verdure di stagione saltate in padella, oppure con legumi lessati (ceci, fagioli).
Si può mangiare condito con una miscela di spezie o con curry e si possono preparare ripieni per verdure, timballi o sformati.

mercoledì 15 febbraio 2017

Gli invitati modello

Almeno l'80% delle persone ignora gran parte delle regole di educazione quando si ritrovano sedute ad un tavolo in procinto di consumare un pasto. Può capitare che magari, inizialmente, possano essere un pò rigidi e imbalsamati complice anche il fatto di non conoscere gli altri invitati, ma non appena si beve un goccio in più del solito o si inizia a scaldare l'atmosfera conversando, le inibizioni cadono, e la vera natura viene fuori: non per niente si dice che a tavola si conosce la vera natura delle persone.

Ma  non è difficile essere un invitato perfetto, bastano alcune piccole regole per non essere ghettizzati da possibili feste o cerimonie varie! Che non si dica che siamo maleducati! ^_^

A questo proposito ecco l'elenco delle 'regole d'oro' per non sfigurare a tavola.

Non si dice 'buon appetito'.
No...non si dice assolutamente. Questa forma di augurio deriva anticamente da origini medievali dove i feudatari e i nobili quando organizzavano dei sontuosi banchetti per cerimonie, battute di caccia e/o festeggiamenti, servivano enormi quantità di cibo, le quali, dopo aver saziato padrone e ospiti venivano servite alla servitù o ai poveri rivolgendo loro 'buon appetito' con lo scopo di ingraziarsi i propri sudditi e far notare quanto il loro padrone fosse munifico. In pratica, se non vogliamo dare dei 'pezzenti' ai nostri invitati è meglio dimenticare queste due parole. Se invece le riceviamo....bè...glissiamo non rispondendo se non con un sorriso....

Non si fa cin cin al momento di brindare ma ci si limita ad alzare il calice sorridendo.

Bisogna aspettare che inizi a mangiare la padrona di casa.

Non si arriva in ritardo e mai troppo presto.
Evitiamo momenti imbarazzanti specialmente se si arriva troppo presto; non saremo di aiuto ai padroni di casa ma intralceremmo l'organizzazione del pranzo o della cena.

Aspettare che tutti siano serviti prima di buttarsi sul cibo.

Non ci si alza ad aiutare la padrona di casa se non viene espressamente richiesto.
Questo è un momento molto discusso e controverso. Al giorno d'oggi sta diventando consuetudine alzarsi in blocco, specie le donne, per aiutare la padrona di casa a portare vivande e successivamente a sparecchiare. Può essere un comportamento gentile tra amici di vecchia data, ma in cene di un certo livello non si deve fare. Al ristorante evitiamo anche di impilare i piatti passandoli al cameriere, raccogliere le briciole dalla tovaglia, piegare i tovaglioli, raccogliere le posate...no no no!



Non si parla con la bocca piena.    
Oltre a non capire nulla di quello che viene detto è orrendo dover assistere alla visione del cibo tra un dente e l'altro.

Non ci si tocca nè gratta alcuna parte del corpo. 
E' veramente schifoso vedere gente che, a tavola mentre si mangia, si gratta la testa, si toglie i capelli dai vestiti, si infilano le dita nelle orecchie o nel naso si sfregano il viso preda di pruriti improvvisi...Per qualsiasi cosa che riguardi i bisogni del nostro corpo quelli vanno fatti rigorosamente in bagno!

Non si chiedono e non si usano gli stuzzicadenti. 
Se nella prima metà del Cinquecento questo fosse un uso normale, perchè le famiglie nobili usavano pulirsi i denti con gli stuzzicadenti, dopo questo periodo questo gesto è considerato rozzo e volgare. I denti li laviamo in bagno!

Non ci si soffia il naso nè si starnutisce nel tovagliolo.
C'è ancora chi lo fa! Bisogna ricordar loro che esistono i fazzoletti di carta.

Non ci si china sul piatto ma si portano le posate alla bocca.
E' un atto che spesso viene fatto d'impulso, ma bisogna ricordarsi che va evitato accuratamente.

Non si beve senza essersi prima puliti le labbra con il tovagliolo.
Alzino la mano quanti di voi non hanno mai notato bicchieri in una cena bicchieri con residui di cibo attaccati. Sono quelli che non hanno l'abitudine di pulirsi la bocca prima di bere e regolarmente girano il bicchiere alla ricerca di un pezzo pulito schifati...Da loro stessi però.

Non si infila il tovagliolo nel colletto.
Il tovagliolo va tenuto in grembo e se si ha timore di macchiarsi lo si tiene al momento appoggiato sul petto per il tempo necessario ad inghiottire il boccone.

Non si tiene il cellulare sul tavolo nè tantomeno lo si usa.
Saranno tempi nuovi, la tecnologia impera e ci stiamo adeguando ad essa...troppo. E' intollerabile e da gran maleducati, passare il tempo dedicato ad una cena di gruppo controllando, messaggiando, ascoltando notifiche al cellulare. Lo si può fare allontanandosi un attimo da tavola, ma non ogni cinque minuti.


Il pasto è un momento di convivialità, e dovremmo dedicarlo a gustare del buon cibo in compagnia, godendo della conversazione e condivisione di tempo tra le persone che vi partecipano.
Se poi queste persone sono anche degli ottimi invitati che conoscono le 'buone maniere' saremo oltremodo fortunati!